19681964

Piero Ciceri propone alcuni nuovi canti che si discostano dal tradizionale clichè dei cosiddetti "canti di montagna" e la novità incontra il favore dei coristi e del pubblico. Si ricompatta l'organico con l'inserimento di voci selezionate: il lavoro specifico di reclutamento incomincia a dare i suoi frutti. L'anno è dedicato in particolare a rinnovare il repertorio su basi rivolte alla tradizione del mondo popolare.

1965

I primi mesi dell'anno registrano alcune brevi apparizioni che servono di rodaggio al nuovo repertorio. E' pure in atto una revisione critica tesa alla ricerca di nuovi sbocchi; si vara un nuovo consiglio direttivo che ha il compito specifico di fornire al coro un assetto organizzativo stabile ed in grado di supportare la crescente richiesta di musica corale ad ispirazione popolare.

1966

Avviene in grande stile il rilancio concertistico del coro che si presenta con una nuova fiammante divisa in concerto nel salone del Centro Sociale Acli dove è stato possibile anche allestire la nuova sede per le prove che vedono impegnati i coristi ininterrottamente due sere la settimana.

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Il coro va assumendo una sua precisa identità. E nascono così nuovi motivi di incontro con la gente che il coro non trascura con un occhio particolare agli istituti, agli ospedali ed alle case di riposo per anziani così come per le tradizionali manifestazioni benefiche in occasione del Natale.

1968

In Italia si celebra il 50° della Vittoria (guerra 1915-18): il coro allestisce ed è parte attiva in numerose iniziative patriottiche presentando un nutrito programma di canti della Grande Guerra. Concerti di rilievo a Milano, Corbetta, Arluno, Canegrate ed altri.

1969

L'annuale Fiera di San Giuseppe propone una allettante serie di spettacoli con grande concorso di pubblico. Ma il fatto più eclatante è il varo della manifestazione denominata "Natale Alpino Abbiatense" che avrà negli anni a seguire il suo straordinario sviluppo.

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Annata dedicata ai concorsi: il coro si presenta agli appuntamenti di Inzago, Borno, Seregno e Brunate con buoni risultati. A fine anno lascia il coro Piero Ciceri e gli subentra un nome nuovo della coralità: Toni Galuppo. Allestita con successo la seconda edizione della Rassegna "Natale Alpino"

1971

Il programma di Toni Galuppo prosegue intenso nella direzione di incanalare il coro verso nuove dimensioni del cantare con preciso riferimento ai canoni di "Nuova Coralità" che in questi anni hanno il loro più attivo interlocutore nel musicista feltrino Paolo Bon. I primi risultati sono incoraggianti. Si vara la terza edizione della Rassegna corale abbiatense.

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Si conclude il lavoro di Toni Galuppo. Il suo lavoro di ristrutturazione vocale ha lasciato solchi profondi ed alla direzione subentra Paolo Cuttini, un "moderno romantico" che modifica radicalmente il repertorio del coro secondo quella "nuova coralità" che influenzerà gran parte dei successivi anni di vita del coro. C'è anche una nuova divisa costituita da pantaloni blu e camicia azzurra con distintivo.

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L'impegno e la determinazione di Paolo Cuttini offrono i primi rilevanti frutti: fioccano inviti al coro per concerti e rassegne. Alla Rassegna di Brescia (Piazza della Loggia) il Tre Cime rappresenta i cori della Provincia di Milano.

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